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Editoriali

Hanno gettato la maschera, eccoli qui in tutto il loro squallore, gli elefanti nella cristalleria. Parliamo della dirigenza del Mezzocorona che, in questi giorni, complice la grancassa di alcuni noti trombettieri della stampa si profonde in un crescendo delirante di dichiarazioni che ci fanno finalmente capire chi abbiamo di fronte: gente

 

a cui, a dispetto dei nostri accorti avvertimenti, della storia, del rispetto , dei colori e dei tifosi non interessa nulla!Si è partiti dalle timide posizioni di fusione per arrivare alla tracotanza del già sentito (e irriso) “sbarchiamo a Trento”. Non ci siamo, proprio per nulla. A questo punto desideriamo ricordare a tutti quale è stata da sempre la nostra posizione sull'argomento. Partiamo dall'elemento imprescindibile per ogni vero tifoso gialloblu e cioè il fatto che il nome della Nostra squadra è, è stato e sarà solo "Trento", i suoi colori il giallo ed il blu, il suo stadio il Briamasco e la sua data di fondazione il 1921. In questi ultimi giorni, dopo approcci che parevano improntati ad un ovvio e sano bagno di umiltà da parte degli uomini della rotaliana, che anche noi non avevamo esitato a guardare in maniera interessata, le cose sono radicalmente cambiate e, prima, nel corso di una trasmissione televisiva e, poi, con articoli sulle testate locali, si è fatta strada negli stessi personaggi la protervia, l’arroganza, che ben abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Ma facciamo il punto sulla situazione reale al netto delle fanfare suonate insistentemente e oltre ogni sprezzo del ridicolo. Il Mezzocorona calcio è un progetto fallito per stessa sottintesa ammissione dei responsabili, la prima squadra viene da una salvezza acciuffata ai play out lo scorso anno e da una retrocessione diretta in questo, il tanto decantato settore giovanile si può sentire grande solo se paragonato con l'ormai abbandonato omologo gialloblu ma di certo nulla ha a che spartire con quello anche solo del Sudtirol, per non parlare di settori giovanili di livello nazionale. La tanto sbandierata programmazione attraverso la quale sarebbero arrivati i risultati è stata nulla più che un incrocio di fortuite fatalità che hanno permesso in due anni ai draghetti di ergersi fino alla finale play-off della C2 per poi sprofondare in serie D due anni dopo, il tutto, è bene ricordarlo, grazie all'aiuto fondamentale dei finanziamenti targati Trentino Spa. Alla luce di tutto ciò, oggi, quegli stessi dirigenti a cui si deve questo popo' di risultati si permettono il lusso di andare in TV a bofonchiare di "sbarco a Trento" e di chiedere a mezzo stampa al Nostro Sindaco di preparare loro il terreno (leggi spianare la strada) facendo di fatto sparire la nostra squadra, il Calcio Trento, per poterla sostituire con la loro nuova creatura della quale si riservano di poter definire nome e colori a loro piacimento (vedasi dichiarazioni sull’Adige di oggi, dove ancora una volta la questione nome viene ritenuta e liquidata come di secondaria importanza, dimostrando di non aver capito nulla). Ebbene, come abbiamo sempre detto, a noi non interessa avere un presidente simpatico o amico, nemmeno che faccia il presidente con lo spirito del mecenate, sappiamo bene che gli interessi personali e d'impresa sono da sempre stimolo per coloro che vogliono investire nel mondo del calcio.

A noi interessa solo che il presidente rispetti il nostro nome, la nostra storia ed i nostri colori, abbiamo scritto in passato che su queste basi ci sarebbe anche andato bene l'arrivo in punta di piedi e con profilo basso dei signori della rotaliana ma mai accetteremo che per ottenere questo si debba sacrificare la nostra bandiera e la nostra storia. Se questi signori hanno davvero un progetto valido da portare avanti vangano a Trento, trattino con l'attuale proprietario l'acquisto della società e ne rispettino il nome, i colori e la storia altrimenti restino pure dove sono e ci lascino al nostro destino. Li avvisiamo fin d’ora, il tifo aquilotto non teme la sofferenza, siamo forgiati da decenni di miseria ma l’orgoglio e la testardaggine non ci difettano e se dovessero violentare la nostra dignità o peggio far esistere due squadre col nominativo cittadino, noi in blocco non avremmo alcuna remora né dubbio nel sostenere lo storico Trento, in Eccellenza o in promozione che sia, lasciando ancora una volta in brache di tela questi apprendisti stregoni, questa abnda di arroganti con i 40 paganti a partita a cui si sono abituati dopo il primo famoso “sbarco a Trento”. Il tifoso ragiona con il cuore e con la pancia ma ha molta più dignità di chi  entra senza bussare e senza portare rispetto e di chi si permette di dire pubblicamente bestialità in tv come quelle sentite a Rttr ieri sera “il Sindaco vieti l’uso del Briamasco al Trento e lo faccia giocare sul campo dell’Orione” (il giornalista Silvestri).  Tutti questi signori, come sempre, coi tifosi non ci parlano, perché non li considerano, perché non sono abituati ad averli. L’unica strada che appoggeremo è quella che porta ad una trattativa con l’attuale dirigenza, favorita sì dalle istituzioni cittadine, per arrivare ad un progetto che veda aprirsi orizzonti solidi e di sviluppo. Tutto il resto, come sempre. Non ci interessa.

 

 

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100 volte Aquilotto per Vitti!

25 aprile 2012 -  Con la giornata di recupero che vede oggi le Aquile scendere in campo nella impegnativa trasferta contro il Mori Santo Stefano, il nostro Gianluca Vitti, fiero aquilotto in tante battaglie, raggiunge il prestigioso traguardo delle 100 presenze in gialloblu. A lui da parte dei ragazzi di Solo Trento, un grande abbraccio per l'attaccamento, la determinazione e la volontà che da sempre contraddistinguono il suo impegno in campo e la serietà verso i tifosi.