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Il Gattopardo ed il gioco delle parti
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Editoriali

15.12.2011 - Siamo ad un nuovo entusiasmante (?) capitolo della tragedia greca che caratterizza le annate della nostra bistrattata società. Il Trento Calcio dopo una commedia fatta di continui rimandi, retromarce, slanci nel vuoto e tante attese, passa di mano e pare chiudere il periodo più imbarazzante della sua storia quasi centenaria. Piervittorio Belfanti, imprenditore mantovano con tanto dinamismo e molte voci alle sue spalle, arriva a Trento, apparentemente senza un motivo diretto di tornaconto, e diviene il proprietario della totalità delle quote societarie. Fino a qui  

 

sarebbe lecito pensare ad un nuovo corso ma a ben guardare, pare che ancora una volta in Via Sanseverino tutto cambi per rimanere come prima. Infatti Belfanti pur acquisendo le quote di maggioranza non assumerà ruoli dirigenziali di primo piano, Amministratore Delegato del Trento Calcio pare rimanga il confusionario Fattinger, che di amministrazione in questi anni ci ha fatto conoscere vette inarrivabili. Curioso, no? Anche Petrollini rimane. Arrivato come supervisore area tecnica nella scorsa stagione, passato poi in panchina  con i risultati che sappiamo, contrariamente a quanto logico attendersi con l'arrivo di una nuova proprietà, rimane in seno alla nuova dirigenza come DS e l'arrivo del vero DS pare procrastinato per la nuova stagione e si fa il nome del'ex calciatore Mauro Beccaria, ora DS alla Vibonese. Quindi nella miglior tradizione gattopardesca, tutto cambia perché tutto rimanga uguale. Ah no, un cambiamento vero c'è: se ne è andata la Signora Dina, unico legame col Trento che aveva un peso specifico storico. Ora quindi ci viene da pensare su cosa trattenga un personaggio come Fattinger, a tutti inviso, al vertice apicale del Trento Calcio e cosa impedisca a Belfanti dall'avere un ruolo definito e pubblico, ufficiale in seno alla società, anche in virtù del  preconizzato ed ovvio incontro con le istituzioni locali, già richiesto a mezzo stampa in questi giorni. Va da sè che ogni e qualsivoglia responsabilità societaria vedrà l'amministratore delegato pronto a risponderne, vero? Ecco perché questo organigramma ci lascia interdetti. Che gioco delle parti è?

Nei giorni scorsi sulla stampa Belfanti ha chiesto alla città ed alla tifoseria di  poter esser giudicato non in base ad alcuni suoi trascorsi poco commendevoli ma in base a quanto farà per il nostro Trento. Giusto concederglielo, attendiamo come sempre i fatti, quelli veri, attendiamo il concretizzarsi delle parole spese  e delle promesse, attendiamo un passo diverso ed uno scatto in avanti  di tutto quello che significa Trento Calcio, dalle giovanili alla prima squadra, dalle divise al comportamento in pubblico, dalla gestione dello Stadio  alle dichiarazioni pubbliche, dalla conferenza stampa al rapporto con le società del territorio. Chi vuole rispetto, dia rispetto, chi vuole calore, dia calore, chi vuole la gente allo stadio dia alla gente un motivo valido per entrare in quel pezzo di storia della città a testa alta, consapevole di far parte di un bene positivo e non di una commedia di serie infima. Noi di Solo Trento vigileremo come sempre e daremo conto a chi ci segue, senza ritrosie o doppi fini.

 
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Trento sconfitto solo in campo

20.02.2012 - Come da copione: ogni volta che il Trento cerca di riallacciare un filo conduttore, ogni volta che, pur nelle pochezze attuali la tifoseria si fa sentire e mostra le potenzialità di traino che sono il valore aggiunto della piazza di Trento, arriva puntuale la sconfitta e si deve ricominciare tutto da capo. Calcisticamente parlando abbiamo visto un Trento volenteroso ma arruffone, di cuore ma anche un po' ingenuo, arrembante ma con troppi palloni sprecati. Un Trento vittima di due tiri della "corazzata Fersina" che poi per tutto il secondo tempo si è difesa in 11 dietro la linea della palla: gran prova di forza, no? Quello che però a noi interessa sottolineare è che  al Briamasco

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