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Parte oggi il nostro campionato e tutti sappiamo quante e quali incognite si porti dietro la rosa che abbiamo visto crescere in questi mesi seguiti alla vergognosa retrocessione ai play out di pochi mesi fa. Le impressioni delle amichevoli e di qualche altro incontro ci hanno mostrato una compagine che ha dei lati positivi che vanno ovviamente confermati alla luce dei punti che pesano. Per questo abbiamo voluto iniziare le interviste di quest'anno conoscendo Roberto Gradella, taciturno ma solido nuovo DS del Calcio Trento. Di seguito il risultato di una bella chiacchierata con lui, alla scoperta di un personaggio che ha fatto del pragmatismo il suo stile.
Scheda nome - Roberto cognome- Gradella età - 44 residenza - Castelfranco Veneto occupazione - Direttore Sportivo Trento Calcio squadra per cui tifi - Juventus sogno nel cassetto - Indovina? ST - Cominciamo con una presentazione di Roberto Gradella e con un breve curriculum...esperienze, aneddoti, ambizioni, la tua storia... Non amo molto parlare di me ma velocemente posso dirti che ho giocato circa 18 anni tra professionisti e serie D; da 10 anni ormai, con varie mansioni, continuo ad occuparmi di calcio che è la mia attività unica. Andando a ritroso, l'anno scorso ho lavorato per il Messina come osservatore nel centro-nord Italia e per il SudAmerica ( Uruguay e Argentina), prima ero a Jesolo per due stagioni e mezza come DS, prima ancora a Padova per 4 stagioni, la prima come DS, la 2^ e la 3^ come Direttore Sett.Giov., la 4^ come Capo-Osservatori, e in precedenza DS al Giorgione. Le esperienze che ho avuto modo di fare sono state moltissime, alcune stupende, altre meno, ma aldilà di tutto ho sempre pensato di essere una persona molto fortunata a poter fare quello che mi piace, che ho sempre sognato, e che addirittura mi ha dato di che vivere, a me e alla mia famiglia. Mi fermerei qua, non per cattiveria o altro ma per mia forma mentis il passato, bello o brutto, è passato.
ST - Ci piace questo stile concreto, bene...ma come si comincia a fare il lavoro di DS nel calcio? E' una cosa che ho sempre avuto dentro, quella di intuire, vedere e scoprire le qualità di un giocatore, per poi poter formare un gruppo, una squadra. Per fare questo lavoro, si comincia a girare, vedere, incontrare gente. E' chiaro che bisogna avere conoscenza e rapporti con gente già introdotta ed io in questo senso sono stato favorito dal fatto di aver giocato. Quindi ci si propone cercando di far capire che si ha competenza, professionalità, onestà e voglia di fare. Questo è quello che ho fatto io, gli altri non so...(io ho anche fatto il corso a Coverciano e quindi sono regolarmente iscritto all'albo dei DS, molti altri no...) (e ne abbiamo avuto prova di cosa significhi a Trento, NdR)
ST - Che percezione avevi del Trento prima di approdare qui? E che percezione hai ora che lo vivi da dentro... Conoscevo Trento come piazza calcistica di tradizione, prestigio e affamata di calcio. Questo mi è confermato anche ora, pur vivendo, il Trento, un periodo della propria storia negativo.
ST - Come sei arrivato al Trento? Quale situazione ti aspettavi di trovare dopo la disfatta dello scorso anno? Sono stato contattato da Alessandro Dusi, abbiamo avuto un incontro, e dopo la sua relazione al Presidente, la scelta è caduta su di me. ST - Risposta quasi da codice fiscale...e come hai trovato allora i giocatori, i pochi rimasti, al tuo arrivo in società? Li ho trovati, come è normale che fosse, con il morale sotto i tacchi, con la retrocessione addosso, con la negatività addosso e con gli occhi bassi. E' anche una cosa inconscia che ci si porta dietro, pensare che va sempre tutto male e che le cose non girano, ma qualcuno mi ha fatto capire che voleva far girare le cose, qualcun altro mi ha chiesto quanto gli davo...
ST - Sì qualcosa è trapelato nell'ambiente e la cosa non ci ha certo fatto piacere, dopo la retrocessione e per come è arrivata avrebbero dovuto stare tutti zitti e muti. Che caratteristiche deve avere allora un giocatore per piacerti? Cosa hai chiesto a quelli che sono arrivati? A me piacciono i giocatori che sanno giocare a calcio, che hanno qualità e per i quali la palla non è un corpo estraneo e sconosciuto, desidero abbiano personalità e c.... A tutti, vecchi e nuovi, ho chiesto che si comprassero elmetto, scudo e baionetta, credo si capisca tutto... ST - Sì è chiaro e la frase ha già fatto storia a Trento facendoci annuire I rapporti con la stampa locale... sai che a Trento non abbiamo il supporto di una stampa amica ma anzi...ad esempio al tuo arrivo subito si è cercato di metterti contro Merlino o Fattinger. Il Trentino (loro sì che se ne intendono) titolò subito Nel nuovo Trento di Di Benedetto, è già sfida tra Fattinger e Gradella. Pensa che quando il Trentino fece questo titolo, non avevo ancora mai parlato con Fattinger... Per il resto, comunque, io porto rispetto a tutti e alle opinioni di tutti, fermo restando che nell' informazione ci dovrebbe essere l'obbligo della certezza dei fatti, che non sono variabili come, invece, sono le opinioni. ST - Non ci sveli nulla di nuovo, conosciamo bene la caratura delle firme locali e il loro rispetto per la deontologia professionale, ed in particolare verso il Calcio Trento. In questo primo calciomercato, hai avuto delle occasioni ghiotte che non si sono concretizzate e che ti sono sfuggite per poco in questi due mesi? Quali? Sinceramente non ho nessun rimpianto, questo perchè sono contento e molto fiducioso del gruppo che è stato costruito. Alcune situazioni che sembrano ghiotte, quando si concludono negativamente, ascoltando la motivazione del rifiuto, ti fanno capire che sei stato invece fortunato...
ST - Del budget ridotto si è già parlato ampiamente e hai già detto la tua in più occasioni ma nel nostro girone che budget hanno le nostre avversarie? Almeno 5 squadre hanno un budget 2/3 volte il nostro, tre o quattro ce l'hanno un pò superiore al nostro, 4/5 inferiore. ST - Quali sono le reazioni e le curiosità che hanno i giocatori quando gli proponi di giocare a Trento, per il Trento? Sicuramente il nome Trento ha la sua importanza per quello che rappresenta e questo tutti lo sanno, il fatto è che per quasi tutti (90%) la reazione buona ce l'hanno se gli fai una buona offerta economica. ST - Buona parte della tifoseria, anche sul nostro forum, non ti ha risparmiato stilettate quando, dopo oltre un mese di dichiarazioni che lasciavano intendere che si era alal ricerca ponderata di un attaccante di peso, hai chiuso il mercato con un difensore e un centrocampista che arrivano senza troppi biglietti da visita altisonanti...Sulle prime anche noi di ST eravamo spiazzati poi a mente fredda abbiamo azzardato che se uno come te aveva fatto marcia indietro era probabilmente perchè seguendo le evoluzioni della squadra aveva visto coi suoi occhi qualcosa di buono che gli aveva fatto recedere dal primo proposito... Ecco a Trento siamo bruciati dalle scommesse perse, dai cavalli che promettono bene e poi si fermano alla prima curva... Capisco la delusione in tal senso, ma il mio dovere è quello di costruire il gruppo migliore possibile, e sulla base delle indicazioni avute giorno dopo giorno, ho ritenuto che non fosse la punta a servirci, ma due elementi in altre zone del campo con determinate caratteristiche. Naturalmente spero di aver agito per il meglio, e naturalmente molti dei nostri giocatori, per vari motivi, sono delle scommesse, ma mi pare che anche Ronaldinho e Sheva in questo momento lo siano...
ST - Al tuo arrivo ti sei presentato ai nostri occhi con una dichiarazione che ci ha molto ben impressionato, la citiamo per completezza: "io credo che un giocatore che è retrocesso al termine di una stagione come quella dell'anno scorso debba capire che è già un premio il fatto che gli venga proposto di rimanere. Sento parlare di amore per il Trento, di attaccamento per la squadra, di tatuaggi sul cuore; ma l'amore si dimostra sul campo, con atti concreti. Noi li abbiamo proposti ad alcuni che ritenevamo potessero veramente portare la bandiera gialloblu, da trentini. Ma le risposte sono state negative. Evidentemente non la pensano come me». A noi questa cosa è piaciuta molto. Sappiamo bene che le bandiere nel calcio sono un'utopia ma nel contempo teniamo molto che i giocatori capiscano che c'è gente che a questa maglia tiene tantissimo. Gente per cui la tua squadra è qualcosa di più che scendere in campo la domenica ma un simbolo della tua città.. Non vorrei più ripetermi su questa cosa, ma ribadisco che per me l'unica cosa che conta sono i fatti, nient'altro.
ST - I tifosi...vi hanno seguito nelle amichevoli, in ritiro, e ora cosa vi aspettate per le prime di campionato, si comincia in trasferta e poi Pordenone e il derby in trasferta... Fino ad adesso non posso che ringraziare per quello che han fatto, facendoci capire, appunto con i fatti, il loro amore per questi colori. Adesso che inizia il campionato dico: so che è tremendamente difficile e faticoso, ma, abbiate pazienza, è una creatura che nasce, vivrà dei momenti difficili e delicati, ma se potete aiutatela, sostenetela, e vedrete non vi deluderà. ST - Leggi mai SoloTrento? Hai critiche o suggerimenti a riguardo? Sinceramente, ho molto da fare e l'ho letto poche volte, ho notato che ci sono valutazioni e commenti, obiettivi, ponderati e intelligenti, altri sono "simpatici"... Comunque faccio ammenda, promettendo che lo seguirò più assiduamente... Grazie Roberto per il tuo tempo, da ora in poi si fa sul serio e speriamo di ripeterci con una seconda intervista tra qualche mese per valutare insieme il cammino delle aquile in questo nuovo campionato. |