Muoia Sansone e tutti i Filistei
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Editoriali

 

Nel tragico momento che ancora una volta vede protagonista il nostro Trento, il pensiero va alla parte sana della società, che al momento per quanto ci riguarda è rappresentata dal Mister Marco Melone e dalla Signora Dina. Solo da qui si può ripartire, da persone semplici che, per le specifiche competenze, di calcio sanno e di Trento hanno a cuore. per il resto quello che ci sta accadendo può per assurdo avere valenze positive. Una purga staliniana dirigenziale. Chiediamo al Mister Marco Melone di tenere la barra dritta, per quanto possibile e di non mollare. Ai ragazzi che stavano cominciando a diventare squadra, non chiediamo sterili professioni di fede verso la maglia (non può essere così) ma semplicemente

 


di essere uomini. Ponendo invece l'attenzione all'ambito societario dirigenziale, è evidente come la vicenda che sta affossando definitivamente il nostro Trento prenda vita da rapporti burrascosi che il nostro primo dirigente ha con tanta solerzia saputo curare nei suoi trascorsi. E’ altrettanto evidente come il Trento, squadra e tifoseria, stia pagando errori non suoi. E’ evidente che  questo schifo che ci sta sommergendo  è  spropositato. Una giustizia sportiva crede di essere tale dando 8 punti di penalizzazione al Milan per partite comprate e rapporti torbidi con arbitri e guardalinee  e ne dà 10 ad una società sfigata come la nostra perché questi signori dirigenti (ah che bella cosa gli eufemismi) credono di giocare a subbuteo col Trento, tesserando irregolarmente  dei giocatori. Ma non è sulla ingiustizia sportiva che ci vogliamo focalizzare. Ci chiediamo infatti “cui prodest” , a chi ha giovato o a chi giova questa situazione? Chi ha avuto interesse nello scatenare questo terremoto? A ben guardare nessuno. Quindi è  chiaro che ci sono dietro motivi che esulano dalle vicende calcistiche e societarie (ma ci fermiamo qui per non entrare nel gossip puro), ed è evidente che il signor Fattinger  , famoso per lasciare dietro di sé macerie societarie, abbia trovato , come dice un proverbio nostrano “quel dal formai”. Quello che gliela ha fatta pagare. Muoia Sansone e tutti i filistei si evince, come filosofia anche dalle imbarazzanti dichiarazioni del Signor Addeo che si dice soddisfatto a mezzo stampa della sentenza. Ma vorrei chiedergli “soddisfatto di cosa”? Di aver affossato il Trento per beghe col suo ex socio? A futura memoria, non dimentichiamo nulla.
Ora crediamo che come non mai si debba muovere il Comune in persona del Sindaco e dell’Assessore allo Sport. Crediamo che ora ci sia lo spunto per mettere da arte una dirigenza che tutti a Trento vedevano come un bubbone di appestati o nel migliore dei casi  ne erano imbarazzati.
Ora chi di dovere si deve muovere per salvare un patrimonio storico e culturale della nostra società. Non vogliamo sentire altro, senza se e senza ma.
Ora, si faccia avanti qualche bel danaroso, autarchico, solido,  imprenditore locale. Ora ci si ricordi che il Trento ci rappresenta, non dopo, quando saremo falliti per la terza volta o quando il Trento, il nostro Trento giocherà sul campo di Cristo Re o del Villazzano. Infine una considerazione sulla stampa locale. Negli ultimi 4 anni per vedere il Trento in prima pagina abbiamo dovuto vedere il vergognoso attacco frontale dell'ex assessore allo sport provinciale - la indimenticata da tutti noi Signora Iva Berasi -, in relazione all'affare Casabianca e ora, che il Trento si ritrova nei guai. In 4 anni due volte. Siamo cresciuti credendo che il ruolo della stampa fosse sì quello di informare ma anche di vigilare, di chiedere, di perorare, di smuovere, di indagare di creare opinione pubblica. Qui invece siamo come sempre al piagnisteo dolente e commiserevole. Una parte di colpa è anche loro.Ora tutti a vedere l'aquila morente a terra, ma prima nessuno a soffiare nelle sue ali.
 
 
In tempi non sospetti la tifoseria intera si era già espressa su alcuni personaggi...