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8 visitatori online| Marco Melone: umiltà, volontà e idee chiare per il nuovo Trento. |
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29.07.2011 - TRENTO Alla vigilia di una nuova stagione all'insegna della ricostruzione totale, sia societaria che sportiva, Solo Trento intervista Marco Melone, il condottiero che ha raccolto la sfida di dimostrarsi per la seconda volta Propheta in Patria a dispetto del famoso detto. Melone, accolto con unanime consenso dalla tifoseria, ha un compito difficilissimo, ed oltre al fardello sportivo, ancora una volta dovrà diventare scudo, totem, alfiere e portavoce di tutto quello che si abbatterà dentro e fuori dal campo, sulle Aquile. Se c'è una persona che può farlo, è lui. Capiamo come nell'intervista che segue realizzata durante il ritiro a Ronzo Chienis
- Marco, dove eravamo rimasti, un anno fa?
Già dove eravamo rimasti? Ah ora ricordo eravamo rimasti ad un’immensa gioia strozzata nella gola! - ancora una volta torni al Trento caricandoti un peso non indifferente che ti costringerà ad essere allenatore, scudo, totem, uomo immagine, risolutore, collante… Quali sono i pericoli che temi di più?
Questa squadra per me è come una droga e fortunatamente lo è anche per tante altre persone. In quest’ultimo anno sul Trento sono piovuti progetti e aiuti di ogni tipo e di ogni provenienza, con un’unica caratteristica, quella di essere solo belle parole. E’ troppo tempo che per questa squadra si parla e basta. Mi piace pensare che i tifosi mi vedano titolare di tutte queste responsabilità e me ne faccio carico con onore e senso di appartenenza, ma è chiaro che il sottoscritto da solo non potrà mai risolvere il problema. Ho voluto spendere quel poco di credibilità che mi ero guadagnato due anni fa, mettendoci la faccia in prima persona, sperando che altri possano avvicinarsi ai novant’anni di storia di questa squadra. La strada è lunga e sarà piena di insidie, ora come ora la cosa che temo di più sono le macerie del passato.
- Già, 90 anni, ma come sta il Trento ora? A livello societario siamo disastrati…
Il Trento è un malato grave, che però in questo momento vive di energia e di entusiasmo che non provava da tempo. Spetta alle persone che amano questi colori, far sì che questo non sia il canto del cigno. Sono finiti i tempi dei proclami e della poca chiarezza, da questa situazione si esce solo con la trasparenza di chi deve lasciare e la passione di chi deve entrare.
- l'immagine del Trento non è mai stata così offuscata, il suo peso specifico non è mai stato così impalpabile, si è sperperato un patrimonio di attaccamento che oramai rimane in un numero di irriducibili innamorati delle Aquile, cosa pensi di fare per invertire la rotta, tangibilmente…
Tutto quello che dici è vero, ma io sono convinto che la passione per una squadra, per una maglia per una città non si possa sperperare, nemmeno con tutte le nefandezze compiute in questi anni. In questo momento tutto è offuscato dalla rabbia e dal disgusto di anni tristissimi. Il nostro intento è quello di tornare ad appassionare tanta gente che sogna da anni emozioni positive. Non sarà impresa facile ma ce la metteremo tutta.
- Ci crediamo. Come commenti il fatto che per fare da sparring partner ad una delle decine di squadre di A e B che sono ad allenarsi in regione sia stata assemblata una squadra che non esiste, chiamata Trentino che giocava, guarda caso con maglie gialloblù? Ennesimo segno di cecità e scarsa considerazione.
Penso che bisognerebbe riflettere e capire che situazioni di questo genere sono dettate dalla mancanza di una squadra che milita in un campionato professionistico. Il Trento come squadra traino manca come il pane a questa provincia, ma la cosa passa incredibilmente inosservata. E’ altrettanto vero che la considerazione bisogna sapersela guadagnare e a Trento in questi anni ciò non è accaduto.
-ci presenti la rosa dei giocatori attuali e ci prometti che finalmente non vedremo più passare dal Briamasco 40 giocatori in una stagione e non dovremo rifare la squadra ogni anno imbarcando carneadi, bidoni, gente che sverna, gente che arriva sovrappeso e se la tira, gente più veloce sulla tastiera che in campo (a discapito del cervello che invece richiede altri tempi).
La rosa è stata costruita con grande criterio e prudenza economica. Inizialmente abbiamo cercato giocatori locali, convinti che avrebbero potuto garantire anche un rilancio d’immagine. Poi, visto che solo alcuni dei giocatori contattati ha sposato il nostro progetto, Petrollini ha iniziato a lavorare fuori regione. Pochi conoscono il mercato come lui e con grande mestiere ha portato a Trento ottimi giocatori. Mastrojanni, Marzocchella, Osei, Iovine, Leorato, Flauto, sono giocatori che poco hanno a che fare con questa categoria. Non dimentichiamo poi i nostri trentini come Pancheri, Vitti, Gattamelata, Adami, Paissan Casagrande, Mariotti dei quali ben conosciamo il valore. Se fai passare 40 giocatori in una società vuol dire che allenatore e direttore sportivo non sanno fare il loro lavoro e non conoscono i giocatori che prendono. Nonostante si sia cominciato solo da qualche giorno, il gruppo mi ha impressionato positivamente. C’è spirito di sacrificio e il gruppo inizia a legare.
- Conosciamo Flauto, ottimo elemento , lo scorso anno protagonista della promozione della Pistoiese in D, speriamo sia utile anche a a noi. Dicono che doveva essere il Trento dei giocatori trentini, ma noi ricordiamo che l'ultima volta che si è fatta la squadra "in casa" siamo colati a picco e retrocessi (epoca Di Benedetto) cosa non ha funzionato questa volta, perché i giocatori locali si tengono distanti?
In Trentino, come ho detto prima, manca da troppo tempo una squadra professionistica come il Trento. Pochi dei giocatori nostrani vede il calcio come un lavoro. Se a questo aggiungiamo che i giocatori trentini hanno vissuto le vicissitudini del Calcio Trento da vicino, capiamo il perché la diffidenza è latente. Ma in contrapposizione a questo ci sono anche giocatori trentini che percorrono il tunnel del Briamasco con la pelle d’oca e che sono disposti a tutto pur di indossare questa maglia.
- - Proprio di questi abbiamo bisogno, di gente che sente qualla maglia come un onore, come noi e crediamo ce ne siano ancora. Passando ad altro, In questo momento il Trento non esiste come comunicazione, non c'è un addetto stampa, il sito è fermo , tanto per cambiare, a mesi e mesi addietro, le informazioni ufficiali filtrano dal tuo sito personale e dai pochi articoli di stampa locale.
Si è vero in questo momento c’è poca comunicazione, ma i problemi hanno delle priorità. Quello che posso garantire è che il sito ripartirà, ma non prima che vengano colmate altre carenze. Nel frattempo cercherò di tenere aggiornato i mio sito personale, per far conoscere ciò che succede nella squadra.
- con quali maglie giocherà quest'anno il Trento nel suo 90esimo anno di vita? Si parla da qualche settimana di due sponsor che sostengono la stagione del Trento e di uno sponsor sulle maglie , ormai una novità per i nostri colori…Ce li puoi presentare?
Purtroppo in questo momento i nomi non vanno fatti, ma speriamo di poterli presentare presto, quando tutto sarà più chiaro e trasparente. Magari più di due! Sarebbe fantastico giocare con uno due sponsor appiccicati sulle maglie, vorrebbe dire che qualcosa è cominciato a cambiare.
- Facciamo un gioco…cosa sarebbe stato il Trento se tu non fossi stato costretto ad andartene dall'ennesima decisione stolta del Signor Fattinger che incredibilmente ti preferì l'assurdo Manfredini? Quanti cadaveri abbiamo visto passare, seduti sulla riva del fiume…
Non so cosa sarebbe successo, ma sono convinto che quella squadra con l’innesto di giovani bravi avrebbe potuto andare lontano. Veder passare i cadaveri nel fiume è una soddisfazione personale, ma non ha certo giovato al Calcio Trento. Avrei preferito sedermi in panchina piuttosto che sulle rive del fiume. Nel calcio non si inventa nulla, queste persone hanno avuto l’arroganza di chi aveva il verbo del calcio e hanno sputato sul lavoro di altri…. non potevano che lasciare solo macerie.
- ci puoi raccontare come andarono le cose? Sappiamo che il modo con cui ti venne comunicata la cosa fu, tanto per cambiare, da elefante nella cristalleria…
E’ acqua passata, come andarono le cose ormai è risaputo, fecero la stessa figura che riuscirono a fare qualche mese più tardi. Nel calcio tutti gli aspetti peggiori del mondo lavorativo sono esposti "alla mille". Io penso che nel bene e nel male la correttezza e il rispetto per le persone sia un fattore fondamentale, chi mi mandò via non usò nè rispetto nè correttezza.
- Tornando invece alla triste situazione attuale, e toccando un tasto che a malavoglia ci deve interessare, come è davvero la situazione debitoria, quali le voci che pendono pesantemente sul nostro bilancio? Se ne sono sentite davvero tante… ci puoi illuminare? Si parla di un consistente debito verso L'Asis . Sappiamo bene che si solleverebbe un polverone ma se le amministrazioni non possono attivamente aiutare il Trento, quantomeno non vengano a bussare a soldi in casa dei poveracci. sarebbe un gesto utile e concreto…
La situazione debitoria non si può negare, ma non sembra incolmabile. Quello che ancora manca e che Petrollini sta cercando di avere, è la trasparenza assoluta di chi deve lasciare. Molte persone interessate ad aiutare il Trento sono alla finestra, ma fino a che non ci sarà chiarezza assoluta difficilmente entreranno in gioco. Riguardo al debito ASIS c’è e siccome i debiti vanno pagati, anche in questo caso Petrollini ha provveduto a organizzare un piano di rientro. Detto ciò trovo allucinante che il Trento Calcio e i suoi 90 anni di storia non abbia la possibilità di gestire un campo di allenamento proprio. Qualsiasi società del trentino costretta a pagare ciò che paga il Trento per l’affitto dei campi, non durerebbe più di due stagioni.
- All'ultima cena annuale di Solo Trento avevamo avuto il Sindaco come gradito ospite. Al di là delle belle e sentite parole di vicinanza e di affetto, gli avevamo chiesto di farsi portabandiera e traghettatore, di smuovere le acque, di rendersi visibile capofila, non certo di gravare sul bilancio cittadino con soldi pubblici, come malignano i disinformati e i cecchini anti Trento. Andreatta però, al di là di sincera vicinanza e belle parole, non è andato. A Trento quindi, vedere un sindaco che si erge a paladino delle sorti della squadra cittadina, non pare possibile. A noi sarebbe bastato che lui pubblicamente avesse alzato la voce, portando il tema Trento sotto i riflettori in maniera seria…Ti chiediamo un commento, se puoi, circa la consueta totale assenza di azioni tangibili da parte delle istituzioni.
Intorno a tanta devastazione societaria le Istituzioni potevano fare ben poco. Chi ci amministra non può mettere la faccia ovunque, tanto meno in una situazione quasi disperata e chi si aspetta che lo faccia è un illuso. Il Trento deve risorgere con la forza del lavoro e con il finanziamento di privati coscienziosi e amanti di questi colori. Sono certo che quando la credibilità e il peso specifico di questa squadra sarà un altro, anche le istituzioni faranno la loro parte.
- Una rispsota fin troppo "istituzionale" e "politica", se ci permetti! In primavera come tutti sanno si sono fatte battaglie e sotterranee e strategiche per portare a compimento quello che non esitiamo a definire lo stupro definitivo del Trento Calcio: i trattoristi, mascherati di buone intenzioni volevano passare come i munifici benefattori del Trento, come i salvatori ed i propugnatori di una rinascita che in realtà sarebbe stata semplicemente , come la definimmo noi di Solo Trento, una "etero-vestizione" della loro società. In definitiva loro volevano raccoglierci col cucchiaino e spostare ragione sociale, sede , squadra, banda, stracci in via Sanseverino, per poi diventare il Trento o il Trentino. Abbiamo già speso pagine e pagine per commentare questi personaggi e i trombettieri prezzolati o interessati che soffiavano a favore, quale è il tuo pensiero a riguardo?
Io penso che le società sono fatte dalle persone e che non tutte le persone di una società pensano la stessa cosa. Il progetto fusione era un progetto di pochi che per interesse personale voleva calpestare i sentimenti e le passioni di tanta gente, non solo a Trento ma anche a Mezzocorona. Nessuno si è mai sognato di fare una fusione tra il Chievo e il Verona, nemmeno quando la prima era in serie A e la seconda arrancava in Lega Pro. Questo perché il peso di una società come il Verona è cosa indiscussa, oggi il peso del Trento è quasi zero e quando pesi zero sei facile terra di conquista.
-come mai hai scelto il ritiro a Ronzo Chienis?
Serviva una soluzione consona alle nostre risorse economiche, e alle nostre esigenze logistiche. In oltre avevo già svolto un ritiro a Ronzo e conoscevo la zona. Avremmo potuto permetterci un’altra soluzione, ma era a Campiglio e un ritiro a Campiglio non è certo un esempio di sobrietà economica.
- Concordiamo, anche da questo si rifonda uno stile e un peso specifico. Calcisticamente, come giocherà il tuo nuovo Trento?
Voglio una squadra duttile che sappia muoversi in modo efficace con due moduli. Dovrà essere una squadra umile, ma consapevole dei propri mezzi e dell’importanza di questa piazza.
- come carichi i giocatori prima di scendere in campo?
Un giocatore che ha bisogno di essere caricato prima della partita deve cambiare lavoro, oppure deve cambiarlo il suo Mister. La gara si prepara dal martedì, se in settimana sai dare intensità e motivazioni la domenica ti bastano poche parole. Quando un gruppo è forte è facile trovare le corde giuste da toccare.
- quali sono le avversarie che temi nell'Eccellenza trentina?
Fersina su tutte ma anche Mori, Salorno, Albiano e Alense dispongono di organici di primo livello. Penso che queste siano le favorite.
- chiudiamo gli occhi e facciamo una proiezione temporale. Dove e come sarà il Trento tra un anno?
Beh se ti dicessi come staranno le cose tra un anno forse dovrei fare lo stregone invece che l’allenatore. Se vuoi posso dirti cosa mi piacerebbe che accadesse. Tra un anno vorrei vedere una società diretta da un CDA composto da imprenditori trentini. Una società forte e organizzata, con un progetto realistico e concreto. Una società che possa contare su un organigramma competente, senza più personaggi improvvisati e presuntuosi. Una società credibile, attenta ai bilanci, che sappia trascinare la gente allo stadio, che faccia parlare di se non per le sue disgrazie societarie ma per i suoi successi sportivi. Penso che dopo tanti anni di sofferenze, chi ama questi colori lo meriterebbe davvero.
- Bellissimo, lo sottoscriviamo subito! Marco, perché sei tornato? Non avevi altre offerte in giro?
A fine stagione ho avuto un paio di colloqui per fare ancora l’eccellenza veneta, ma cercavo una società che lavorasse da professionista con allenamenti di pomeriggio. Poi ho avuto alcuni colloqui con il direttore Petrollini e ho deciso di riprovare a fare qualcosa di tangibile per questi colori. Qui sono a casa mia e a questa maglia non so rinunciare.
- il tuo consueto appello ai tifosi...
Come può sentirsi un tifoso del Trento in questo momento? Il morale è sotto i tacchi, la diffidenza e il disgusto per quello che è stato ha il sopravvento sopra ogni cosa. Tornando al Trento mi sono regalato una speranza che avrò l’onere e l’onore di provare a trasformare in realtà, la speranza che i tifosi del Trento possano ritrovare l’orgoglio e la dignità di vestire questi colori. Ragazzi: in questi anni abbiamo dovuto subire umiliazioni che nessun tifoso in Italia ha provato, ma se una piccola speranza vive ancora è perché la gente come noi non ha mai smesso di sostenere questa squadra. Come due anni fa non vi chiedo di sostenere la mia squadra a prescindere, cercheremo di guadagnarci il vostra rispetto sputando sangue sul campo. Ma un piccolo appello voglio farlo. Smettiamo di pensare a ciò che potrà accadere, smettiamo di pensare a quello che poteva essere e non è stato. Se c’è una speranza di risorgere da tanto scempio quella sta nelle nostre mani. Uniamo ancora una volta le nostre forze, alziamo gli occhi al cielo sono certo che rivedremo la nostra aquila volare. Assurdo pensare di batterci!
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| 100 volte Aquilotto per Vitti! |
25 aprile 2012 - Con la giornata di recupero che vede oggi le Aquile scendere in campo nella impegnativa trasferta contro il Mori Santo Stefano, il nostro Gianluca Vitti, fiero aquilotto in tante battaglie, raggiunge il prestigioso traguardo delle 100 presenze in gialloblu. A lui da parte dei ragazzi di Solo Trento, un grande abbraccio per l'attaccamento, la determinazione e la volontà che da sempre contraddistinguono il suo impegno in campo e la serietà verso i tifosi.
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